contiene solfiti
ETICHETTATURA ALIMENTARE

Contiene solfiti? Comunicazione in etichetta!

Posted On Settembre 6, 2017 at 8:16 pm by / No Comments

Il ruolo dei solfiti nell’etichetta crea una certa confusione, sia nei produttori che nei consumatori. Ecco perché è opportuno cercare di fare chiarezza sull’obbligo di apporre la dicitura Contiene Solfiti sulle etichette, specificando anche la quantità precisa. Attraverso domande piuttosto frequenti cerchiamo di dare una risposta esaustiva all’argomento.

I solfiti: cosa sono e dove si trovano

Cosa sono i solfiti? Si tratta di additivi alimentari che hanno il ruolo di conservanti. Infatti, vengono aggiunti durante il processo di lavorazione di un alimento per garantirgli una durata maggiore. Inoltre, sono antiossidanti, antibatterici e consentono al cibo di rimanere invariato anche nell’aspetto.

I solfiti possono presentarsi in tre forme differenti: gas, liquida o in polvere. Nei primi due casi si usa il termine anidride solforosa (SO2), nell’ultimo si parla di sali inorganici.

Dove si trovano i solfiti? Gli alimenti che contengono questa tipologia di conservanti sono diversi. Il più conosciuto è sicuramente il vino, ma non è l’unico. Infatti, i solfiti sono contenuti anche nell’aceto, nelle conserve, nei succhi di frutta, nei latticini, nel pesce e in altri alimenti.

Come riconoscerli? Dal momento che non tutti i consumatori sono a conoscenza della loro presenza nei cibi che comprano, è fondamentale leggere sempre le etichette. I solfiti nell’etichetta sono il metodo più veloce per poterli riconoscere.

L’obbligo sulla dicitura Contiene solfiti

I solfiti rappresentano delle sostanze che assunte in quantità eccessiva possono essere allergizzanti o tossiche. La normativa vigente, Reg. Ue 1169/2011, obbliga i produttori a specificare la loro presenza nei prodotti che mettono in commercio.

Tale provvedimento, però, è soggetto a limitazioni. La dicitura Contiene Solfiti diventa obbligatoria solo nei casi in cui gli additivi siano presenti in quantità pari o superiore a 10 mg/litro o a 10 mg/kg.

La legge impone che anche gli alimenti che non contengono solfiti aggiunti, ma naturali, devono specificarlo nell’etichetta, se il quantitativo supera la concentrazione prima citata.

Attraverso queste informazioni accurate è possibile evitare i rischi di reazioni allergiche per i soggetti maggiormente sensibili o predisposti.

I codici da leggere sulle etichette

La presenza della tipologia di solfiti viene spesso espressa con dei codici alfanumerici. Ecco l’elenco completo:

  • E220 – Anidride Solforosa
  • E221 – Solfito di sodio
  • E222 – Bisolfito di sodio
  • E223 – Metabisolfito di sodio
  • E224 – Metabisolfito di potassio
  • E225 – Solfito di potassio
  • E226 – Solfito di calcio
  • E227 – Bisolfito di calcio
  • E228 – Solfito acido di potassio

Il ruolo dei solfiti in etichetta diventa, dunque, fondamentale per evitare di fare un consumo spropositato di un tipo di sostanze che possono risultare nocive per l’uomo.

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