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ETICHETTATURA ALIMENTARE

Pomodoro e derivati: nuovi obblighi

Posted On Ottobre 22, 2017 at 9:49 pm by / 1 Comment

Pomodoro e derivati sono stati di recente al centro di un dibattito politico che si è concluso con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni di legge che stabiliscono gli obblighi di origine e lavorazione nelle etichette. Cerchiamo di far luce sulla questione e conoscerne tutti i particolari e le novità.

Il decreto su pomodoro e derivati

Da qualche giorno è ufficiale: le etichette di conserve di pomodoro e dei suoi derivati devono contenere obbligatoriamente le informazioni sul luogo dove il prodotto è stato sia coltivato che lavorato.

Origine e lavorazione diventano quindi un dato fondamentale a disposizione del consumatore per una maggiore tutela della sicurezza alimentare.

Il decreto è stato firmato dai ministri delle politiche Agricole e dello Sviluppo Economico Maurizio Martina e Carlo Calenda. Per questa legge è previsto un periodo di “prova” di circa due anni.

Tutte le novità del nuovo decreto

Quali sono le novità che questo decreto ministeriale comporta per i produttori? Vediamo di sintetizzarle per maggiore chiarezza:

  • Gli obblighi riguardano conserve, concentrato di pomodoro e tutti quei prodotti che possiedono almeno il 50% di pomodoro, come i sughi oppure le salse in vendita al supermercato.
  • Bisogna specificare il nome del paese di origine del pomodoro
  • Bisogna specificare il paese in cui il prodotto a base di pomodoro viene lavorato
  • Le informazioni da apporre nelle etichette devono essere ben visibili

Sono previste delle specifiche diciture per individuare subito se i processi di lavorazione del prodotto avvengono nello stesso paese in cui è stato coltivato il pomodoro.

Se origine e trasformazione hanno luogo entrambi in Italia troveremo nell’etichetta la scritta “Origine del pomodoro: Italia”. Invece, se una delle due fasi avviene in un paese non appartenente all’Unione Europea deve essere specificato con le sigle: Paesi UE o Paesi non UE.

I motivi alla base della disposizione normativa

Da tempo i produttori nostrani si battono per ottenere questo importante traguardo. L’obiettivo è di assicurare maggiore trasparenza e più attenzione al Made in Italy.

Il messaggio è chiaro: si intende contrastare la diffusione del pomodoro straniero, che danneggia la produzione agricola nazionale.

L’accusa è rivolta soprattutto alla produzione cinese. Sempre più frequentemente, infatti, confeziona da noi i suoi prodotti per “spacciarli” come italiani. Da oggi questo non sarà più possibile. Gli obblighi appena stabiliti non consentono di dare informazioni incomplete sui prodotti in commercio, rischiando di creare confusione al consumatore.

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