inchiostro alimentare
ETICHETTATURA ALIMENTARE

Inchiostro alimentare: uso e legge

Posted On Ottobre 28, 2017 at 8:13 am by / 2 Comments

In pochi sanno che per alcune categorie di alimenti è necessario utilizzare uno specifico inchiostro alimentare. Pensate alle uova o ai formaggi: vi sarà capitato di leggere scadenza o lotto di produzione proprio sul guscio o sulla forma. Queste diciture sono il frutto di lavorazioni accurate, che tengono conto dell’utilizzo di mezzi idonei per non alterare le qualità degli alimenti.

Cos’è l’inchiostro alimentare

Solitamente siamo portati a cercare le informazioni del prodotto che intendiamo acquistare sulla confezione. Spesso, però, se il packaging poi viene buttato ci si ritrova nella difficile situazione di non ricordare le informazioni utili.

Facciamo un esempio pratico. Se compriamo un cartone di uova e le riponiamo sfuse all’interno del frigo, dopo qualche giorno non saremo più in grado di ricordare il lotto di produzione e la data di scadenza.

Questo problema piuttosto comune è stato risolto con l’utilizzo del cosiddetto inchiostro alimentare. Si tratta di un tipo di inchiostro speciale che viene definito food-grade. Idoneo a codificare gli alimenti, non è per niente dannoso per l’uomo.

Infatti, viene utilizzato per identificare anche tipologie di cibo che, a differenza delle uova che sono marcate nel guscio, possono invece essere ingerite.

Per essere considerato idoneo non deve in alcun modo alterare il prodotto alimentare o contaminare il processo di cottura.

Inchiostro alimentare e normativa di riferimento

Prima di sottoporre l’alimento al processo di codifica con il getto di inchiostro alimentare è opportuno tenere in considerazione la legge.

L’inchiostro deve essere prodotto negli stabilimenti che possiedono la certificazione SO-9002. Deve rispettare le norme di HACCP, che monitorano la sicurezza e l’igiene alimentare. Inoltre, si ritengono indispensabili anche le GMP, cioè le Good Manufacturing Practices. Queste riguardano le norme di buona fabbricazione e certificano la qualità di un prodotto.

La legge europea che regola queste norme e i relativi materiali food-grade è il Reg. CE/2023/2006, che stabilisce le caratteristiche di base per la tutela della salute dell’uomo.

L’inchiostro e il packaging

Negli ultimi anni si è posto il problema dell’inchiostro anche per quanto riguarda il confezionamento dei prodotti. Pare infatti che, anche quando non serve l’inchiostro alimentare, ci possano essere dei rischi per l’uomo. Ad esempio, nel caso delle scatole di cartone che contengono la pasta.

Tutto dipende dal riciclo della carta di giornale che possiede un inchiostro non conforme agli alimenti. Sfortunatamente durante il riutilizzo le sostanze di questo inchiostro possono contaminare i cibi.

Ecco perché sempre più spesso si evita di mettere a diretto contatto l’alimento con l’imballaggio, usando delle apposite plastiche protettive.

In tema di sicurezza alimentare la prudenza non è mai troppa!

2 thoughts on “Inchiostro alimentare: uso e legge

  1. Non dite QUALI coloranti sono permessi (con i codici “E”),
    e non sono sicuro che intendiate che anche per i gusci delle uova è obbligatorio che l’inchiostro sia atossico.
    Potete integrare l’articolo? Grazie!

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