sigla PET
ETICHETTATURA ALIMENTARE

Sigla PET nelle etichette: cosa significa?

Posted On Novembre 12, 2017 at 8:50 pm by / 1 Comment

Al confine tra etichettatura alimentare ed etichettatura ambientale troviamo la sigla PET. Collegata ad una simbologia particolare e ad una numerazione dettata dalla normativa di riferimento, PET è una parola che vediamo spesso nei prodotti che acquistiamo. Scopriamo, quindi, il suo ruolo nella sicurezza alimentare e se comporta rischi per la salute dell’uomo.

Sigla PET: significato e simbologia

PET è una sigla che indica il polietilene tereftalato o polietilentereftalato. Si tratta di un poliestere che si trova nelle bottiglie di plastica o nei contenitori di alcuni prodotti.

Se ci prestiamo attenzione, possiamo leggere la sigla PET soprattutto nelle etichette delle bottiglie di acqua minerale in plastica: in alcuni casi troviamo solo queste tre lettere, in altri la sigla è sottointesa all’interno di un triangolo con tre freccette che racchiude il numero 1.

Questa numerazione dipende dalla classifica elaborata in fase di normativa per elencare le caratteristiche del tipo di plastica utilizzata.

Questi numeri sono dei veri e propri codici universali che si riferiscono al riciclaggio della plastica.

Cosa indicano i codici universali

La numerazione dei codici universali è stata enunciata all’interno della direttiva europea 94/62/CE e specifica il numero corrispondente al tipo di plastica e il suo significato.

Ecco nel dettaglio la simbologia numerica e un esempio del suo più frequente utilizzo:

  1. PET o PETE – Uso: bottiglie di acqua
  2. PE – Polietilene. Uso: yogurt, detersivi
  3. PVC – Polivinilcloruro. Uso: confezione del burro
  4. LDPE – Cloruro di polivinile. Uso: sacchetti idonei per il surgelamento dei cibi.
  5. PP – Polipropilene. Uso: confezione della pasta
  6. PS – Polistireme o polistirolo. Uso: bicchieri
  7. Questo numero indica tutte le altre tipologia di plastica, non idonee al confezionamento di alimenti e con una percentuale di rischio per la salute dell’uomo.

Etichettatura ambientale e PET

Il tema dell’utilizzo della plastica riciclata per contenere alimenti è sempre molto scottante. Alcuni ritengono infatti che le tracce di inchiostro contenuto nella plastica prima del riciclaggio possa creare poi danni all’uomo perché non conforme. Altri pensano che la plastica riutilizzata possa contenere metalli o addirittura sostanza chimiche dannose per la salute.

Per questo la sigla PET rientra in un progetto di etichettatura ambientale e al contempo di sicurezza alimentare.

Se da un lato rappresenta la plastica ideale per assicurare la genuinità degli alimenti o bevande contenute, dall’altro rispetta i principi base della raccolta differenziata. La sua, quindi, è una valenza che non soltanto è conforme all’uso alimentare ma ha anche un basso impatto ambientale.

Ancora dubbi? Leggete il Regolamento europeo N. 10/2011 del 14 gennaio 2011, dove è espressa chiaramente la compatibilità della plastica con sigla PET in riferimento agli alimenti.

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