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ETICHETTATURA ALIMENTARE

Martina: Italia difende la trasparenza delle etichette

Posted On Dicembre 20, 2017 at 12:25 pm by / 3 Comments

Italia, scelta di trasparenza delle etichette. Se avete seguito i tg di recente di sicuro avrete sentito tanto parlare della disputa che sta avvenendo in materia di etichettatura. Le incertezze europee non convincono l’Italia, che fa quindi una scelta di trasparenza delle etichette e decide di schierarsi dalla parte del consumatore. Cerchiamo di far luce sulla disputa e sulle motivazioni dell’una e dell’altra parte.

L’Italia e la scelta di trasparenza delle etichette

Ecco le parole del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina:

“Noi abbiamo fatto una scelta chiara di trasparenza delle etichette sull’indicazione d’origine  e siamo pronti a difenderla in ogni sede nazionale e comunitaria.”

Con questa presa di posizione piuttosto netta, l’Italia vuole opporsi e rispondere con fermezza al reclamo ufficiale che è stato presentato all’Unione Europea in seguito ad alcune decisioni prese dal governo.

Il nostro paese, infatti, non accetta che ci sia poca chiarezza nelle etichette degli alimenti. Si è battuta per far apporre l’indicazione obbligatoria di origine per il grano duro nella pasta, riso e pomodoro nei prodotti a base di pomodoro (anche in questo articolo http://www.etichettaalimentare.com/2017/10/22/pomodoro-derivati-nuovi-obblighi/

La scelta di garantire la trasparenza delle etichette vuole combattere tutte quelle informazioni incomplete, che non dicono da dove derivano le materie prime. Infatti, così non si danno al consumatore tutte le caratteristiche dell’alimento, compresa la sua vera origine.

Inoltre, si vuole tutelare la produzione agricola: di certo farà differenza per chi compra la pasta conoscere se il grano proviene dalle filiere italiane o estere.

 Industria Alimentare Europea contro l’Italia

L’industria alimentare europea FoodDrinkEurope non ci sta ed è lei la promotrice del reclamo ufficiale per contestare le scelte, definite arbitrarie, del nostro paese. Già nel 2015 il Mipaaf comunicava la scelta di trasparenza per i consumatori italiani (leggi l’articolo https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/8531)

Oggi invece si contesta all’Italia l’applicazione di queste norme legate all’origine degli alimenti. A loro parere non sono state richieste e concordate ufficialmente in sede europea. La presa di posizione italiana risulta dunque una violazione delle norme del mercato unico dell’Unione Europea.

Adesso bisogna chiarire in sede ufficiale alcuni punti importanti per stabilire se l’Italia, come anche altri paesi, ha agito senza tenere conto del regolamento europeo. Oppure se tutti gli altri paesi che non l’hanno ancora fatto dovranno adeguarsi alle nuove norme che fanno piena scelta di trasparenza come il nostro paese.

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