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ETICHETTATURA ALIMENTARE

Glifosato free, nuova etichettatura dagli Usa

Posted On Gennaio 18, 2018 at 11:12 am by / No Comments

Sono gli americani i primi a dire basta al glifosato, sostanza che da tempo fa discutere circa i suoi effetti dannosi sull’uomo. Nasce quindi “glifosato free”, la nuova etichettatura che pone i consumatori nella condizione di essere informati su quali siano i cibi sani che non contengono l’erbicida. E l’Europa come si comporta davanti a questa introduzione in tema di sicurezza alimentare? Scopriamolo insieme.

Glifosato free, nuova etichettatura made in Usa

Ben presto sugli scaffali dei supermercati americani molti prodotti saranno caratterizzati da una nuova forma di etichettatura che porta la dicitura “glifosato free”, vale a dire “senza glifosato”.

La decisione delle industrie Usa ha imposto questa aggiunta determinante per proteggere i cittadini dai rischi che la sostanza comporta nella salute dell’uomo. Il processo, però, richiederà tempi lunghi, perché mettere al sicuro i vari prodotti che possono aver subito delle contaminazioni non è facile.

Le certificazioni “Glyphosate Residue Free” per i prodotti alimentari possono essere ammesse solo dopo aver eliminato ogni eventuale traccia del glifosato e sono due le aziende che si stanno occupando dell’aggiornamento, BioChecked e The Detox Project.

Glifosato: sì o no?

Ma cos’è questo glifosato che da tempo divide i paesi circa i suoi effetti nel settore alimentare? Il glifosato è un pesticida che serve ad eliminare le erbe infestanti. Viene utilizzato ovunque, dato il suo costo contenuto e la sua facile reperibilità.

La sua azione, però, è stata oggetto di studi che hanno riscontrato effetti dannosi nell’uomo e che lo hanno messo al centro di una polemica.

L’associazione IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) lo ha inserito fra le sostanze probabilmente cancerogene, mentre l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, smentisce tale pericolosità, in accordo con l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

Una diatriba che ha fatto però scattare l’allarme e ha messo in moto alcune dinamiche precauzionali, anche nel nostro paese.

L’Italia dice no al glifosato

Più vicina alla posizione americana, l’Italia si oppone alla presenza del glifosato negli alimenti. Ma la sua posizione non trova riscontro all’interno della Commissione Europea, che di recente ha deciso di prorogare per altri 5 anni l’uso del diserbante.

Belgio, Grecia, Francia, Croazia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Austria e Italia hanno votato contro. Ma, gli altri paesi membri europei, tranne il Portogallo che si è astenuto, hanno detto di sì. L’ago della bilancia è andato a favore del glifosato grazie alla Germania, che ha cambiato idea in fase decisionale.

Ma per l’Italia restano in vigore delle forti limitazioni per ridurre al minimo i rischi, cominciando dallo stop import, anche se per arrivare ai risultati americani c’è ancora molta strada da fare.

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