Bibite con arance
ETICHETTATURA ALIMENTARE

Mai più aranciata senza arance da marzo 2018

Posted On Febbraio 21, 2018 at 6:25 am by / No Comments

Da tempo ormai siamo abituati a consumare bevande con denominazione commerciale di aranciata ma prive di succo di arancia, o meglio senza il giusto quantitativo di frutta al suo interno. Finalmente però qualcosa sta cambiando: la nuova normativa di riferimento, in vigore a partire da marzo 2018, vieta la produzione di queste bibite con scarsa percentuale di arance. Vediamo in che modo i consumatori possono trarre vantaggio dalla nuova politica.

Stop all’aranciata senza arance

La legge in più di un’occasione si è soffermata sul problema relativo alla produzione di aranciate ma che in sostanza contengono pochissimo succo d’arancia. Spesso, infatti, il frutto viene ridotto e compensato con un più alto quantitativo di zuccheri e aromi artificiali.

Ma che ne è della qualità e genuinità di una bibita che dovrebbe essere ricca di vitamina C e quindi salutare per l’uomo?

Finalmente dal 6 marzo 2018 questo problema sarà solo un lontano ricordo perché subentrerà la legge che obbliga di usare almeno il 20% di frutta nelle aranciate.

Ciò è stato possibile perché si è perfezionata positivamente la procedura di notifica alla Commissione Europea dell’articolo 17 della legge n. 161 del 2014.

I vantaggi della nuova normativa

Nonostante ormai come consumatori siamo assuefatti dal gusto dell’aranciata così come si presenta in vendita nei supermercati, in prima persona potremmo godere dei vantaggi del cambiamento in atto da marzo.

In sintesi ecco cosa cambierà:

  • Più vitamina C. L’apporto giornaliero della vitamina C non sarà più ridotto ad una piccolissima percentuale, ma adeguato al fabbisogno giornaliero.
  • Alimentazione più sana. L’aumento della frutta e quindi di vitamina C rende il regime alimentare più sano, diminuendo coloranti, aromi e zuccheri.
  • Sistema immunitario più forte. La salute dell’uomo risentirà positivamente di questo cambiamento perché avrà una marcia in più per poter rafforzare le proprie difese immunitarie.
  • Ripresa delle imprese agricole. Anche dal punto di vista economico ci sono dei vantaggi non indifferenti. Usare più arance significa sfruttare di più l’agrumeto e la sua produzione, contribuendo a migliorare l’economia del settore.

Trasparenza e made in Italy

Un importante passo in avanti è già stato compiuto, ma non basta ancora per tutelare il consumatore e le aziende agricole locali.

C’è ancora tanta strada da fare prima di pensare che la normativa sia definitivamente conclusa: mancano ancora trasparenza e focus sul made in Italy.

In primo luogo bisognerà dedicarsi alle etichette e renderle più trasparenti, indicando l’origine della frutta impiegata nella realizzazione delle aranciate. Di conseguenza, questo accorgimento sarà d’aiuto nel favorire la produzione nazionale, senza essere vittime di frodi alimentari che spacciano per italiani prodotti che non lo sono. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *